• francescafaustinelli

A chi aspetta il momento perfetto per cominciare a fare una cosa


Sarah è in cucina, seduta su una sedia.

I gomiti appoggiati sulle ginocchia, la testa bassa, gli occhi chiusi.

Sembra molto triste, probabilmente anche affranta e, forse, un pizzico arrabbiata.

Raggi di sole entrano dai vetri della portafinestra, ma lei non se ne accorge nemmeno.

Di solito sorride e ringrazia ogni volta che il sole le fa visita, ma oggi proprio no.

Astral, il portavoce dei suoi amiciaiutanti invisibili, è un po’ preoccupato.

“Tesoro…che cosa c’è?” le chiede. “Perché sei caduta in questo stato? Hai guardato fuori? Hai visto che splendida giornata che è?”

“Non mi importa!” risponde lei in un impeto di rabbia “Cosa mi cambia se è bello oppure no? Niente! Non mi cambia niente!!! Non è che il bel tempo adesso viene qui e mi risolve i miei problemi! Quindi…chissenefrega! Ma non vedi che disastro che sono? Possibile che non ti accorgi?”

“Caspita!” pensa Astral “E’ anche peggio del previsto…” e ribatte ad alta voce con un tono un po’ provocatorio: “Umm…In realtà no. Quale sarebbe il disastro?”

“Ma insommaaaaa! Possibile che non lo vedi?” sbotta Sarah spazientita “Vorrei andare a camminare, ma non trovo delle scarpe comode. Vorrei andare a ballare, ma peso troppo e mi sembro un elefante. Non esiste un ballo giusto per me! Vorrei studiare, ma mi addormento alla seconda pagina, cosa lo apro a fare il libro? E poi, vorrei imparare l’inglese perché so che mi servirebbe, ma non lo sopporto.”

Astral ascolta pazientemente e lei si sente autorizzata a continuare lo sfogo: “Poi vorrei far partire almeno uno dei progetti di lavoro che ho scritto in quel cartellone. Vedi che bel cartellone che ho fatto??? Ma niente! Per uno mi manca il tempo necessario, per uno mi manca il coraggio, per l’altro…poi se va male sai com’è…mi rovino la reputazione…la gente giudica… Il risultato è che io sono qui, chiusa in questa cucina, con la mente piena zeppa di idee che pressano perchè vogliono uscire e prendere vita e il corpo che non si muove, marmoreo e statuario, che fa scemare qualsiasi scintilla.

E passano i giorni…e a voler essere onesti passano anche i mesi e gli anni…e non combino niente di buono.”

La tristezza si è tramutata in rabbia e disperazione.

Astral è sempre lì, che osserva e pare attendere il momento più giusto per darle la soluzione a queste sue difficoltà.

“Lo capisci come mi sento? Mi sento solo una nullità, mi sento di non avere un senso, cosa ci sto a fare qui sulla Terra? e mi sento anche tremendamente in colpa verso tutta quell’abbondanza di idee che lascio morire.”

Le lacrime cominciano a scendere una dopo l’altra.

“E mi sento di tradire la fiducia di chi mi ha mandato qui per svolgere dei compiti. Mi sento…”

Ma Astral a quel punto la interrompe, le appoggia una mano sulla spalla e le dice con voce incoraggiante: “Vedi Sarah, non importa se la situazione non è perfetta. Tu…Comincia! Tutto può essere migliorato poi…Questa è la prossima lezione che hai bisogno di imparare per procedere sul tuo cammino.”