francesca faustinelli

Dottore In Tecniche Psicologiche
 

Operatore Olistico Professional S.I.A.F (registro n. ER184OP-OP)
 

Thetahealer
 

Operatrice Reiki Usui​
 

Educatrice musicale e teatrale 
 

Animatrice e musicarterapeuta nella globalità dei linguaggi (livello I)
 

Mediatrice metodo Feuerstein (livello I)
 

Master in disturbi specifici dell'apprendimento

Percussionista

O meglio... Chi sono fino a oggi

Ballerina o falegname?

chi sono

Una delle poche certezze che ho acquisito nel mio cammino è che nessuno è uguale al se stesso di ieri o di un mese fa.

 

Chiunque, che scelga consapevolmente la strada della crescita personale o meno, cambia continuamente per adattarsi o opporsi a ciò che lo circonda e di volta in volta acquista nuove conoscenze su di sé.

Ricordo chiaramente che intorno ai 3 anni ero certa che nella vita avrei fatto la ballerina. Mi vedevo in teatro, sul palco, a volteggiare sulle punte col mio tutù ciclamino (già allora il rosa chiaro non era tra i miei colori preferiti).

Me lo ricordo bene, perchè sono le emozioni che incidono i ricordi nella nostra memoria, e quelle immagini, di emozioni me ne provocavano parecchie e tutte estremamente positive.

Mi davano talmente tanta gioia, che ho pensato di condividere questa mia certezza col mondo esterno, ma sono stata immediatamente e categoricamente stoppata a causa del mio fisico non longilineo e leggero. Così, per tutti e tre gli anni d'asilo, alla classica domanda "Cosa vuoi fare da grande?" facevo scena muta.

Un giorno, era l'estate prima dell'ingresso nelle elementari, chiacchierando con una mia amichetta, ho avuto un'illuminazione: avrei fatto il falegname!

Felicissima di aver finalmente trovato una risposta, l'ho di nuovo comunicata al mondo esterno, ma ahimè, "Il falegname no, è un mestiere da maschi!" (con annesse risatine di sottofondo).

Per i cinque anni di scuole elementari e i tre anni di medie, tutti sembravano avere una risposta certa tranne me.

Dalla geometria alla salute naturale

Nel momento della scelta della scuola superiore, sentivo fortemente un'attrazione verso il disegno e la pittura, nei quali ero anche piuttosto brava, e così ho deciso che avrei fatto la scuola d'arte. 

"Ma cosa dici! Gli artisti muoiono tutti di fame e sono anche un po' strambi!" e così, trovando un compromesso, ho fatto la scuola per geometri, che, per inciso, non mi è mai piaciuta, anche se devo ammettere che mi ha impostato una mente ben organizzata e avvezza al problem solving, qualità che uso tutt'ora sia nella mia vita personale che coi miei clienti.

Terminate le superiori, l'ennesimo compromesso mi ha portato a fare l'esame di ammissione per entrare alla facoltà di ingegneria: 1200 iscritti per 300 posti disponibili! Non nego che in qualche momento, in un piccolo angolo di me, ho sperato di non passare... E invece no! Ho frequentato per poco più di un anno, fino a quando il rifiuto ha cominciato a manifestarsi pesantemente anche a livello di salute fisica.

Chiusa questa esperienza, ho scelto di andare a lavorare fino a quando non avessi capito che cosa volevo fare.

I vari impieghi svolti come geometra mi hanno portato a capire che desideravo fare una professione che mi permettesse di aiutare gli altri a stare bene con se stessi e ottenere la realizzazione dei loro desideri.

Così, con questa idea da una parte e con lo scontento verso la medicina ufficiale dall'altra, nel 1995 mi sono iscritta alla Scuola di Medicina Naturale del Costacurta a Trento.

Verso la psicologia

Una serie di cose accadute in seguito, mi hanno portato a focalizzare il mio interesse verso la psicologia, e così l'anno successivo mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia di Bologna.

Fin da subito dopo la laurea in Scienze del comportamento e delle relazioni sociali, ho sentito la necessità di apprendere altri strumenti di lavoro oltre al colloquio, e così ho cominciato una lunga ricerca che continua tutt’ora: mi sono formata in “Educazione alla teatralità come consapevolezza del sé” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in “Disturbi specifici dell’apprendimento” presso l’Istituto di Psicologia Scolastica di Bologna, in “Educazione musicale nell’infanzia” presso la S.I.E.M - Società Italiana per l’Educazione Musicale e in “Mediazione col metodo Feuerstein” al Centro per l’Apprendimento Mediato di Rimini.

Le specializzazioni

Ho frequentato, inoltre, vari corsi di formazione sull’uso delle arti con valenza terapeutica ed educativa e di danza e movimento espressivo.

Con questi strumenti ho cominciato a lavorare come riabilitatrice di bambini con disturbi specifici dell’apprendimento e come educatrice con adulti disabili e in comunità psichiatriche.

 

Nel 2008 ho cominciato a condurre laboratori di educazione alla teatralità come consapevolezza del sé nelle scuole elementari del territorio. Nel 2011 ho creato il progetto “Attraverso la musica” per genitori e bimbi, che si occupa di sviluppo cognitivo attraverso l’uso della musica.​

Per diversi anni ho collaborato ai progetti del Comune di Cesena e di alcune associazioni di volontariato del territorio, nell’ambito scolastico e di sostegno alle famiglie.

Alla continua ricerca di ulteriori strumenti che rispondessero ai miei bisogni personali e professionali, nel 2012 sono diventata operatrice Reiki presso l’Associazione Seishinkai di Cesena e, in seguito, Thetahealer al ThetaHealing Institute of Knowledge.

Nel 2016, per dare ulteriori garanzie di professionalità e serietà alle persone che vengono da me, ho sostenuto l’esame per avere l’attestazione di Operatore Olistico Professonal di S.I.A.F. ITALIA

Sono musicista dall’età di 9 anni, e nel tempo ho sperimentato vari strumenti soffermandomi, negli ultimi 10 anni, sulla vasta gamma delle percussioni.

Di cosa mi occupo

Attualmente conduco percorsi individuali e di gruppo per aiutare le persone ad ascoltare la propria anima e portare avanti il loro scopo di questa vita sia nel mio studio di Cesena che a distanza.

Da qualche anno, inoltre, ho accettato di mettere a disposizione degli altri il dono che ho ricevuto alla nascita di mediatrice e canalizzatrice del mondo invisibile.

Ho sempre sofferto, nei percorsi psicoterapeutici fatti su di me, il senso di dipendenza che mi creavano, e la mancanza di strumenti da poter utilizzare a casa autonomamente nel quotidiano.

Mi è sempre piaciuto avere accanto qualcuno che mi aiuta nel momento del bisogno, che mi sostiene nei momenti in cui per vari motivi mi è più difficile camminare nella mia vita da sola, ma desidero anche che mi sappia educare, in modo da potermi permettere di procedere anche da sola.

Alla ricerca . . .

Mi piace definirmi una ricercatrice, perché la voglia di migliorare e di scoprire sempre nuovi aspetti di me e di ciò che mi circonda (visibile e non) è il motore che mi ha portato fin qui in primis come persona e poi come professionista, e che mi porterà sicuramente ancora molto oltre.

francescafaustinelli-valigiastrumenti.jp

La Valigia

degli Strumenti

Come ogni professionista, anche l'operatore olistico ha la sua valigia degli strumenti, anche se a volte non sono oggetti materiali. Al momento la mia valigia contiene questi:

  • Thetahealing

  • Reiki

  • Aiutanti invisibili

  • Analisi del dialogo interiore

  • Colloquio

  • Musica

  • Visualizzazioni

  • Scrittura

  • Strategie di problem solving

  • Tecniche teatrali per la consapevolezza del sé

  • Disegno

  • Colori e pittura

  • Creta

  • Strumenti musicali e voce

  • Bodypercussion

  • Movimento espressivo

  • Ascolto di se stessi (corpo, mente, emozioni)

  • Strumenti di purificazione delle energie (personali e degli ambienti)

  • Rottura di schemi

  • Cristalli